L’importanza delle Tecniche di supporto nella pratica della Danza

L’importanza delle Tecniche di supporto nella pratica della Danza1

A cura del Dott. Alessandro GROSSI
Le recensioni esaminate del lavoro svolto da molte Scuole di balletto Nazionali ed Internazionali, ha approvato e studiato l’importanza di un lavoro di supporto allo studio della danza, per il miglioramento dell’equilibrio posturale inteso come rafforzamento e bilanciamento muscolare, articolare: un assetto posturale che si avvicini il più possibile ad un modello che rispecchi i canoni di allineamento in prossimità dell’asse verticale e bilanciamento muscolo-scheletrico. La lezione di danza, è basata su un principio scientifico, ovvero un metodo di allenamento costruito sulla ripetizione di uno stesso movimento che ha come fine lo sviluppo delle qualità fisiche peculiari del danzatore identificate nella forza e nell’elasticità. Nel Novecento, come affermano le Prof.sse Grazia GROSSO e Stefania LOSASSO, sperimentatrici e creatrici della fisiotecnica della danza, l’evoluzione degli studi di anatomia fisiologica e biomeccanici, e i progressi fatti dall’educazione fisica soprattutto in riferimento alle metodologie di allenamento, la danza si può servire di conoscenze più complete, più avanzate scientificamente, con le quali sostanziare i suoi principi tecnici e teorici, e con le quali supplire ai limiti che la lezione di danza tradizionale pone come metodo di preparazione fisica. Si consiglia, quindi, di affiancare allo studio della danza, un lavoro di supporto e di integrazione, inserito come corso parallelo al programma di formazione generale del danzatore oppure introdotto nella lezione stessa, ma come fase di introduzione alla studio della tecnica. Un tipo di lavoro del genere, sarà in grado di sviluppare ai massimi livelli ed in egual misura forza ed elasticità muscolare e preparare ogni muscolo a svolgere il doppio ruolo di agonista ed antagonista. Le forme di allenamento che in molti casi vengono affiancate alla danza, prevedono sia un lavoro di potenziamento che di allungamento ma, relativamente al potenziamento, tendono a preferire l’attività fisica rispetto a quella tonica e quindi a sviluppare la forza dei muscoli dell’azione rispetto a quelli della statica. Il legame tra danza e ginnastiche dolci, è riconducibile ad un’analogia di finalità e di principi che prendono origine dalla stessa atmosfera culturale da cui è generata la danza moderna (seconda metà del 900). Da qui, nasce la necessità di restituire al corpo il suo equilibrio. Creando un legame tra la sua funzione autentica e quella che ha, o dovrebbe avere, nella vita e all’uomo la piena maturità psico-fisica. Queste varie esperienze, attivano la sensibilità profonda cioè la propriocezione, favorisce un apprendimento reale e duraturo che il tempo di inattività non può cancellare perché appartiene alla memoria del corpo. Oltre a ciò l’ascolto e la conoscenza di se stessi consentono di evidenziare ed eliminare qualsiasi contrazione superflua per realizzare un movimento di massima efficacia con il minimo sforzo e inoltre, di riscoprire eventuali zone dimenticate, non sentite presenti, destinate quindi a regredire e a risultare alterate nella forma anche perché sottoposte a continue sollecitazioni da parte dell’ambiente.

Dott. Alessandro GROSSI
Danzatore e docente di tecnica della danza contemporanea, laureato e specializzato presso –
Accademia Nazionale di Danza – RomaDocente
Polestar Pilates Italia – riconosciuto dal PMA (Pilates Method Alliance)
Project Manager Cultural, diplomato – SDA Boconi School of Management

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