INTERVISTA AD UNA GIOVANE BALLERINA NAPOLETANA: EMANUELA BATTISTA

INTERVISTA AD UNA GIOVANE BALLERINA NAPOLETANA EMANUELA BATTISTA (1)

Di Eleonora Arnesano

Emanuela Battista ha 20 anni e inizia a frequentare la scuola di danza Ballet School di Napoli diretta da Teresa Salzano a 6 anni. Ha partecipato a stage e lezioni con professionisti come Raffaele Paganini, Little Phil, Steve La Chance, Bill Goodson, Macia Del Prete, Rudi Smit, Alessandro Papa, Paola Trinceri, Daniele Baldi e ogni due mesi, studia con il professionista Andre De La Roche. Ha frequentato il Workshop al balletto di Roma e partecipato a vari concorsi e audizioni. Quest’anno ha raggiunto il primo traguardo, diplomandosi dopo 14 anni in danza classica, modern-jazz, contemporaneo, hip hop e musical.

Quando hai compreso che la tua vena artistica sarebbe stata la danza? Avevo soltanto sei anni quando mamma mi portó in una scuola di danza, inizialmente la danza era come gioco per trascorrere meno tempo davanti alla TV o a casa, però mi piaceva e non facevo mai un giorno di assenza. Guardavo le ragazze dei corsi superiori e m’incantavo, pensando a quando sarei riuscita a diventare come loro.

Chi è il tuo maggiore sostenitore in famiglia? Fortunatamente in  famiglia tutti mi sostengono e mi seguono, è diventata anche la loro passione.

Hai raggiunto da poco il primo traguardo importante da cui puoi iniziare a progettare il futuro artistico: il diploma. Come hai vissuto quel giorno e quali sono state le emozioni, oltre alle difficoltà? Da poco ho realizzato il mio più grande sogno: mi sono diplomata il 21 Giugno 2015. È stato un anno ricco di emozioni indimenticabili: salire sul palco e pensare di essere soltanto a un passo da ciò che aspetti da 14 anni, non si può spiegare! Le gambe tremano, indossi il tutù tanto sognato, hai voglia di dare il massimo, di rendere soddisfatti e orgogliosi i tuoi insegnanti; la platea inizia ad applaudire e il sipario si apre e tu pronta con il cuore che batte fortissimo. Bisogna essere bravi ad evitare che le emozioni prendano il sopravvento perché un minimo di distrazione, ti può condurre all’errore. Quest’anno le difficoltà sono state tante anche se con l’impegno, la costanza e la tenacia le ho superate.

Cosa ti aspetti dal futuro? Dal futuro mi aspetto di danzare. Il mio sogno è quello di far parte di una compagnia di musical e poi di tramandare la mia passione ad altre piccole ballerine, quindi insegnare.

Raccontaci, se puoi, un episodio bello e uno meno bello che ti sono capitati durante la tua vita legata alla danza.  Ho tanti ricordi belli della danza, avrei l’imbarazzo della scelta: ad esempio un episodio è stato quando decisi di partecipare ad una gara da solista, ero emozionatissima e la mia insegnante era più ansiosa di me. Entrai in scena e avevo la giuria di fronte: l’esibizione andò bene, quando rientrai dietro le quinte la mia insegnante mi abbracciò forte. Oppure quando decisi di partecipare ai provini di”Amici”, un’emozione unica. Un episodio meno bello successe quando avevo 12 anni: a 4 giorni dal saggio, durante le prove generali, subii un infortunio, il mio pianto non era per il dolore ma perché volevo continuare a ballare. Arrivati in ospedale il dottore mi diede un riposo di 15 giorni, durante il quale non avrei potuto muovermi, ma con la mia forza di volontà, il giorno prima del saggio mi alzai, preparai la borsa e andai a teatro, la mia insegnante modificò qualche passo e presi parte allo spettacolo… Per me la danza supera anche il dolore fisico!

Ci racconti la tua giornata “tipo” ? La mia giornata tipo è: svegliarmi la mattina, andare o al negozio dei miei genitori o aiutare mia madre a casa; alle 14:00 scappo a danza un’oretta prima delle lezioni un po’ per provare i balli e per fare riscaldamento, alle 15:00 iniziamo le lezioni, alcuni giorni ne ho tre, altri due; faccio anche tirocinio con i corsi dai più piccoli ai più grandi, esco da danza alle 20:00 e torno a casa.

Qual è lo stile nel quale ti senti di essere maggiormente espressiva? Gli stili che ho studiato sono il classico, il modern-Jazz, il contemporaneo e hip-hop. Il classico lo amo infinitamente, mi piace e m’incanta, mentre nel modern-jazz e nel contemporaneo riesco a sciogliermi e a dare di più, diciamo è lo stile che più mi rappresenta.

Segui il programma “Amici di Maria de Filippi”? Cosa ne pensi? Per me il programma “Amici” è molto interessante, fa vedere a tutti la crescita di un ballerino con un impegno costante. E’ una grande esperienza che ti fortifica molto.

Quali sono le maggiori problematiche che incontra una ballerina nel danzare: è più faticoso il ruolo della donna rispetto a quello dell’uomo? La danza è faticosa sia per l’uomo che per la donna, è fatta di sacrificio ed è solo chi nasce con la passione, può seguirla e superare ogni ostacolo. La danza occupa tutta la tua vita: da piccola prende gran parte della tua infanzia, da adolescente, devi dire “no” a molte cose come ad un’uscita con un’amica, con il fidanzato, ma a me non ha mai pesato. E’ vero, ti ruba gli anni più belli ma se dovessi immaginare la mia vita senza danza, la vedrei inutile. Tutte le ore che trascorro in sala non mi bastano, e tutti i sacrifici, i richiami, i consigli, il sudore, le soddisfazione, le gioie per me valgono la pena.

Che cosa consigli a dei genitori che hanno figli aspiranti ballerini? Ai genitori consiglio di scegliere una buona scuola e di seguire sempre i loro figli perché quando hai dei genitori che ti appoggiano ti senti più forte.

© Danza News by Giornale Armonia Registrato al Tribunale di Taranto n. 638 del 23/11/2004

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