Ostia Antica Festival – Il Mito e il Sogno” – Mediterranea

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Arriva l’estate e voglia di mare… E anche voglia di vedere (o rivedere) un importante lavoro di danza che parla di mare. Di un mare che è parte di noi, che ha forgiato la nostra storia e temprato i nostri caratteri, che ad ogni flusso e riflusso cambia i connotati della nostra società, accende la nostra politica e i nostri dibattiti e che nei secoli ha ispirato canti e danze. Tra queste, quelle create per Mediterranea da uno dei maggiori coreografi italiani, Mauro Bigonzetti.

Con il sostegno del MiBACT e della SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”, Mediterranea è una produzione di Daniele Cipriani Entertainment che dopo una lunga tournèe estiva che l’ha vista protagonista sui palchi di Parma, Acqui Terme (Alessandria), Como, Torino e Firenze va in scena, il 14 luglio, al Teatro Romano di Ostia Antica di Roma nell’ambito della rassegna “Il Mito e il Sogno”.

Salpato con il Balletto di Toscana e rappresentato in anni successivi anche alla Scala, Mediterranea non ha lambito solo le coste italiane, ma è il balletto italiano che ha conquistato il mondo, circumnavigando il globo da Rio de Janeiro a New York, Madrid, Stoccarda, Toronto e Kiev. La sua ripresa quest’anno – con una tournée in varie città italiane ed un trionfo sulle sponde di un ‘altro’ mare, il Mar Nero, al Winter International Arts Festival di Sochi (Russia) – testimonia la missione di Daniele Cipriani volta al recupero del repertorio italiano della seconda metà del ‘900.

La presente produzione vede il Corpo di Ballo di Daniele Cipriani Entertainment, costumi di Roberto Tirelli e luci di Carlo Cerri. 15 i ballerini impegnati in questa navigazione immaginativa costruita su un collage di musiche di Mozart, Ligeti e Palestrina, insieme a musiche dei paesi mediterranei, con momenti d’insieme alternati a passi a due. In Mediterranea due protagonisti maschili – l’Uomo di Terra (Umberto De Santis) e l’Uomo di Mare (Francesco Moro), alter ego l’uno dell’altro – si incontrano e si scontrano; il complesso intreccio coreografico mette in risalto le loro forza e velocità e riflette la condizione umana, rendendoli di sostegno e dipendenza reciproci. Così a rispecchiare il contrasto tra mare e terra e l’imperituro andirivieni delle onde, la danza fluisce, costruita sulla coesistenza degli opposti: movimenti energici alternati a passaggi estremamente lirici. Ne risulta un affresco di grande respiro, profondo come il mare.
Lavoro dalle molteplici sfaccettature, già dal titolo Mediterranea spinge come un forte vento marino il pensiero dello spettatore anche verso temi di attualità: l’inquinamento plastico (attualmente al centro di tante campagne ecologiche) che attanaglia le distese d’acqua del pianeta, nonché i perigli (e, spesso, la tragedia) di chi oggi attraversa proprio Mare Nostrum in cerca di un futuro. Non a caso Mediterranea si chiude con un messaggio di unione: il medesimo messaggio portato avanti da tutte le produzioni di Daniele Cipriani Entertainment.
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“Mediterranea” nasce nel 1993 per il Balletto di Toscana ed ottiene subito uno strepitoso successo. Per i suoi quindici anni, nel 2008, viene ripreso e rimontato per la compagnia del Teatro alla Scala, segnando il primo debutto scaligero a serata intera di Mauro Bigonzetti.
Per l’occasione Bigonzetti non si è limitato ad una semplice ripresa dell’originale ma attua una vera e propria riscrittura coreografica, facendo assumere alla coreografia un impatto fisico e visivo ancora maggiore e facendole acquistare il sapore della novità.
Quest’operazione si rinnova oggi: a 25 anni dal suo debutto, la coreografia più rappresentata nel mondo di Bigonzetti, viene ripresa con 18 danzatori solisti della Daniele Cipriani Entertainment.

“Mediterranea” non è un lavoro narrativo ma evocativo: una vera circumnavigazione del Mediterraneo, attraverso la musica delle culture che vi si affacciano e che fanno viaggiare lo spettatore nello spazio e nel tempo.
Costruito con momenti di insieme alternati a passi a due, il balletto si dipana mettendo in risalto forza giovanile e bellezza, energia e velocità.
I due protagonisti maschili, l’Uomo di Terra e l’Uomo di Mare, fungono da filo conduttore dello spettacolo. Alter ego l’uno dell’altro si incontrano e si scontrano in un complesso intreccio di sostegno e dipendenza reciproci. Tutta la danza è costruita nella coesistenza di emozioni opposte: movimenti energetici e scanditi si alternano a passaggi estremamente lirici.

Il grande affresco Mediterraneo si chiude in un grande abbraccio finale tra i danzatori come simbolo di unione tra le diverse culture che animano questo Mare Nostrum.
La coreografia è magistralmente supportata dalle splendide luci curate da Carlo Cerri che sottolineano le diverse atmosfere evocative del balletto.
Nonostante i 25 anni trascorsi questo balletto è più che mai attuale perché specchio di queste nostre terre in cui tuttora si confrontano e si scontrano culture apparentemente diverse ma con una comune radice: il Mediterraneo.
Giornale Armonia Registrato al Tribunale di (Ta) N. 638 del 23/11/2004

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